
È possibile immaginare i luoghi di cura come centri creativi? È possibile immaginare la dimensione creativa come parte integrante degli stessi luoghi di cura? Il teatro, o le arti performative, possono arricchirsi di questa dimensione “altra”?
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Queste sono le domande da cui siamo partiti, ereditando la visione dei nostri Basaglia, Tommasini e Scabia e schiacciando l’occhio a centri di ricerca artistica che, ad esempio in Francia, hanno trasformato strutture psichiatriche in luoghi di incontro e ricerca.
A partire da febbraio alcune compagnie saranno ospitate, in residenze artistiche di tre giorni, nelle strutture trattamentali Primo Maggio di Colorno e F. Santi di Parma.
Lavoreremo a progetti artistici già in essere e a laboratori che oltre a coinvolgere i residenti delle strutture trattamentali e i relativi operatori apriranno dei ponti con i territori circostanti.
Dopo la prima edizione del 2025 con Teatro Medico Ipnotico, Teatro Selvatico, e Hombre Collettivo. il 2026 vedrà nuovamente la partecipazione della compagnia Teatro Medico Ipnotico e Hombre Collettivo, seguite da Teatro Necessario e da una residenza con il regista e facilitatore Giorgio De Gasperi, oltre ad una residenza a cura di Anellodebole, capofila del progetto.
Ad affiancarci in questo viaggio, lo sguardo fotografico di Giorgio Salimeni e lo sguardo critico di Lorenzo Donati e Rebecca D'Angelo.
Un sentito grazie al Dipartimento di Salute Mentale di Parma che ha accolto con attenzione e cura questo primo seme.
Illustrazione e grafica di Laura Casali